| PILE E ACCUMULATORI: COSA CAMBIA |
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| Scritto da Simona Ratti |
| Sabato 04 Aprile 2009 16:56 |
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E' stata pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 283 del 3 dicembre 2008 il Decreto Legislativo n. 188 del 20 novembre 2008 che dà attuazione alla direttiva 2006/66/CE concernente pile, accumulatori e relativi rifiuti e che abroga la direttiva 91/157/CE. Il decreto disciplina l'immissione sul mercato delle pile e degli accumulatori definiti all'art. 2, c.1 "fonte di energia elettrica ottenuta mediante trasformazione diretta di energia elettrica ottenuta mediante trasformazione diretta di energia chimica, costituita da uno o più elementi primari (non ricaricabili) o da uno o più elementi secondari (ricaricabili)", nonché la raccolta, il trattamento, il riciclaggio, e lo smaltimento dei rifiuti delle pile stesse, al fine di promuovere un elevato livello di raccolta e di riciclaggio. Questo ultimo argomento riguarda anche le aziende del trattamento rifiuti dato che, da un sistema monoconsortile gestito storicamente in Italia dal Cobat, si passa a un sistema multiconsortile.
Il Cobat, grazie anche agli operatori di filiera, ha raccolto dalla sua istituzione quasi 3 milioni di tonnellate di batterie al piombo esauste con il conseguente recupero di 140.000 tonnellate di polipropilene, 1 milione 630 mila tonnellate di piombo e 475 milioni di litri di acido solforico. Con questi target di raccolta ha permesso di conseguire risultati di efficacia ed efficienza che hanno dato all'Italia il primato mondiale in un settore così delicato dal punto di vista ambientale. Attualmente, il tasso di recupero è prossimo alla totalità rispetto all’immesso al consumo. Tali quantità producono piombo oltre il 40% del fabbisogno nazionale di questa materia prima e la re-immissione nel circuito industriale si traduce in un risparmio annuale di circa 200 milioni di euro rispetto alla necessità di importare piombo dall’estero. In questo caso, avendo parametri di riferimento come quelli che il Cobat è in grado di produrre e un sistema già esistente e consolidato sul territorio, dobbiamo augurarci che questi risultati non vengano vanificati dalla gestione multiconsortile e siano all'altezza e, soprattutto, in tempi brevi. Per ottimizzare la gestione del nuovo sistema di raccolta, il Centro di Coordinamento Pile e Accumulatori è stato istituito presso il Centro di Coordinamento RAEE. Come per le apparecchiature elettriche ed elettroniche, sono escluse dall'ambito di applicazione pile e accumulatori utilizzati in apparecchiature connesse alla tutela degli interessi essenziali della sicurezza nazionale, armi, munizioni e materiale bellico, purché siano apparecchiature destinate a fini specificamente militari. L'esclusione vale anche per le apparecchiature destinate ad essere inviate nello spazio. Fatte salve le previsioni di cui al decreto legislativo n. 209/2003 di attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, il D.Lgs. 188/2008 prevede il divieto di immissione sul mercato di alcune tipologie di pile o accumulatori, in particolare:
- pile o accumulatori, anche incorporati in apparecchi, contenenti piu' di 0,0005 per cento di mercurio in peso a meno che non si tratti di pile a bottone con un tenore di mercurio non superiore al 2 per cento in peso.
- pile o accumulatori portatili, compresi quelli incorporati in apparecchi, contenenti più dello 0,002 per cento di cadmio in peso.Tale divieto non si applica alle pile e agli accumulatori portatili destinati ad essere utilizzati in:
a) sistemi di emergenza e di allarme, comprese le luci di emergenza; b) attrezzature mediche; c) utensili elettrici senza fili. La Redazione - 4 aprile 2009 Scarica documento illustrativo con scadenze sistema_pile_accumulatori.pdf bytes |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Maggio 2009 15:07 |




sistema_pile_accumulatori.pdf